Elettrico sì o elettrico no?
Il dilemma non riguarda più soltanto l’acquisto del nuovo, ma gradatamente anche quello dell’usato.
Sebbene sia ancora decisamente limitata, infatti, la compravendita di auto usate elettriche in Italia comincia a dare segnali di crescita. Dai dati ACI, infatti, risulta che a giugno 2026 le vetture elettriche sono state protagoniste nell’1,4% dei passaggi di proprietà: un valore minimo in termini assoluti, ma che segna un incremento del 37,7% rispetto a giugno 2025. Come dire: eppur si muove!
La decisione di acquistare un modello elettrico impone valutazioni in molti casi diverse da quelle a cui siamo abituati per le vetture a benzina o diesel.
La svalutazione può giocare a favore
Un tipico tema “contro” la scelta di acquistare auto elettriche nuove è la loro svalutazione, dovuta alla rapida evoluzione della tecnologia, al lancio di nuovi modelli più performanti per autonomia e tempi di ricarica e alle frequenti variazioni dei listini.
Se questo è un problema per chi vende, però, è un’opportunità per chi compra, che può reperire sul mercato dell’usato veicoli recenti a prezzi decisamente inferiori rispetto a quelli sostenuti dai primi proprietari. Sempre che non intenda rivendere l’auto a breve, nel qual caso la svalutazione può avere un effetto boomerang da considerare con estrema attenzione.
Batteria: i chilometri percorsi non dicono tutto…
In che stato è la batteria? È il primo quesito quando si valuta un’elettrica usata. Col tempo, infatti, le batterie agli ioni di litio riducono la propria capacità, a discapito dell’autonomia di marcia.
Ma valutarne età e chilometraggio non è necessariamente sufficiente. Un parametro particolarmente utile è il SoH, State of Health, che indica lo stato di salute della batteria rispetto alla capacità originaria. Un SoH del 90%, ad esempio, indica che la batteria ha perso solo il 10% di tale capacità.
Un’analisi riportata da Motus-E, peraltro, sembra sconfessare l’idea che una batteria elettrica diventi rapidamente inutilizzabile. Su un campione di circa 5.000 vetture di diversi marchi, infatti, è stato registrato un degrado medio di circa l’1,5% all’anno, più marcato nei primi anni. Nell’arco di nove anni la perdita media di capacità è risultata inferiore al 15%.
Ovvio che si tratta di valori medi e fattori quali temperatura, modalità di utilizzo, sistema di gestione termica della batteria o frequenza della ricarica rapida possono determinare situazioni molto diverse.
Prima dell’acquisto, quindi, è buona norma richiedere una diagnosi della batteria o una certificazione del suo stato di salute.
…e attenzione anche alla garanzia residua
La batteria è un elemento nevralgico del veicolo, ma anche il suo componente economicamente più rilevante: oltre a valutarne lo stato, pertanto, è fondamentale verificare che sia ancora coperta da una garanzia del produttore, verificandone durata, chilometraggio massimo, capacità minima garantita e se sia trasferibile al nuovo proprietario.
Ricarica: semplicità è la parola d’ordine
La praticità ha sempre il suo peso e disporre di un box o di un posto auto nel quale installare un punto di ricarica domestico rende molto più facile la vita. Se occorre affidarsi esclusivamente alla rete pubblica, meglio accertarsi di avere punti ricarica facilmente raggiungibili presso la propria abitazione o nelle zone di abituale frequentazione.
Sui modelli più datati o di provenienza estera, inoltre, accertarsi che i connettori siano compatibili.

Manutenzione inferiore, ma non azzerata
Niente olio motore, candele, filtri carburante, frizione o sistema di scarico: l’assenza del motore termico elimina necessità di manutenzione per numerosi componenti tipici dei veicoli diesel e benzina.
Ciò non toglie che lo stato di altri componenti quali pneumatici, sospensioni, impianto frenante e batteria di servizio a 12 volt devono essere controllati come su qualsiasi altra automobile. Peraltro i veicoli elettrici hanno generalmente un peso elevato e considerata anche l’erogazione immediata della coppia gli pneumatici possono essere più facilmente soggetti ad usura.
Software e dotazioni
La componente software ha un ruolo molto importante nella gestione della batteria, della ricarica e di numerose funzioni di bordo di un’auto elettrica. Prima di procedere all’acquisto di un veicolo usato, quindi, è utile accertarsi che continui a ricevere gli aggiornamenti necessari e che app, servizi connessi e funzioni remote siano ancora supportati dal costruttore.
Occhio anche all’effettiva disponibilità di dotazioni quali cavi di ricarica, eventuali adattatori, doppie chiavi e altri accessori forniti originariamente con l’auto, dal costo non trascurabile in caso di acquisto successivo.
A chi può convenire un’elettrica usata?
Non esiste una risposta unica.
Per chi non percorre abitualmente lunghe distanze, può ricaricarla facilmente e intende tenerla per diversi anni, un’auto elettrica usata può rappresentare un’opzione interessante: a tali condizioni, il prezzo di acquisto ridotto rispetto al nuovo e la minore manutenzione possono rivelarsi vantaggi concreti.
Diversa è la situazione per chi percorre frequentemente lunghe distanze, ha difficoltà di ricaricare a casa o cambia spesso automobile attribuendo importanza al valore di rivendita.
Insomma, come sempre non è tanto la tecnologia in sé a essere determinante, ma contano le condizioni del singolo veicolo e se questo risponda alle proprie esigenze.
Ma le cautele non finiscono con la scelta della vettura.
La stessa attenzione dovrebbe accompagnare anche le fasi successive della compravendita. Secarepay nasce proprio per rendere più sicuro l’acquisto e la vendita di veicoli usati, aiutando le parti a gestire con trasparenza passaggi delicati come la verifica dell’identità e il pagamento. Con Secarepay Wallet, in particolare, la somma destinata all’acquisto viene custodita fino al completamento del passaggio di proprietà, sincronizzando così due momenti che nella compravendita tra privati possono generare incertezza e diffidenza.
