“Meglio pochi chilometri”, “Se ha avuto un incidente lasciala perdere”, “Con il bonifico non si rischia”: ognuno può avere la propria convinzione, ma quando si parla di auto usate, non esiste un un’unica regola d’oro. Età, chilometraggio, manutenzione, storia del veicolo, identità del venditore e modalità di pagamento sono tutti elementi di rilievo.
Proviamo a passare in rassegna alcuni dei luoghi comuni più diffusi.
Chilometri, età e condizioni per un corretto controllo dell’auto usata
“Un’auto con meno chilometri e sempre da preferire”: falso.
Il chilometraggio, da solo, dice meno di quanto si pensi. Se è molto elevato incide naturalmente sull’usura e sul valore del veicolo, ma non costituisce automaticamente un aspetto negativo. Un’auto con 100.000 chilometri percorsi prevalentemente in autostrada e sottoposta a manutenzione regolare potrebbe essere in condizioni migliori di una vettura con 50.000 chilometri utilizzata quasi esclusivamente per brevi tragitti urbani e poco curata.
Più del numero di chilometri percorsi in sé, quindi, conta la coerenza con età, utilizzo, condizioni generali e storia manutentiva dell’auto.
“I chilometri dichiarati dal venditore sono verificabili”: vero.
Diversi elementi possono aiutare a verificare la plausibilità del chilometraggio.
Tra questi ci sono le fatture di manutenzione, i tagliandi e i chilometri registrati in occasione delle revisioni. Il Portale dell’Automobilista permette di consultare online le revisioni effettuate dal 1° giugno 2018.
L’importante è verificare che le diverse informazioni siano coerenti tra loro e prestare attenzione a eventuali anomalie.

“Se ha avuto un incidente, meglio lasciar perdere”: non necessariamente.
“Auto incidentata” può significare molte cose diverse: da un paraurti sostituito dopo un piccolo urto fino a danni strutturali importanti. Bisogna quindi valutare l’entità del danno, la qualità della riparazione e la trasparenza con cui viene documentato. Un controllo da parte di un professionista indipendente può aiutare a capire se esistono elementi che meritano approfondimento.
“Una carrozzeria perfetta è sempre un ottimo segnale”: non necessariamente.
Ovviamente è di buon auspicio, ma una carrozzeria impeccabile su un’auto con diversi anni alle spalle non deve far desistere dai controlli.
Differenti tonalità della vernice, allineamenti irregolari tra i pannelli, tracce di verniciatura o sostituzioni possono rivelare interventi precedenti. Non è detto che sia qualcosa di grave: ciò che conta è capirne la ragione.
“Se ha superato la revisione, è in perfette condizioni”: falso.
La revisione verifica che il veicolo rispetti determinati requisiti previsti per poter circolare, non accerta però le condizioni generali dell’auto né la presenza di interventi di manutenzione da effettuare. Per questo è consigliabile far controllare il mezzo da un meccanico di fiducia o da un tecnico indipendente.
Proprietari, annunci e identificazione dei venditori
“Un solo proprietario non significa automaticamente auto migliore”: vero.
La dicitura “unico proprietario” non dice come l’automobile sia stata utilizzata o mantenuta. Allo stesso modo, diversi passaggi di proprietà non significano necessariamente che il veicolo nasconda problemi. Sono piuttosto un elemento della sua storia, da leggere insieme agli altri.
Per approfondirla è possibile ricorrere anche al PRA, che permette di conoscere proprietari precedenti, date dei passaggi ed eventuali vincoli o gravami registrati.
“Incontrare il venditore di persona dà certezza sulla sua identità”: falso.
Conoscere una persona o avere il suo numero di telefono non equivale a verificarne l’identità né tantomeno a sapere che abbia titolo per vendere l’auto.
Prima di concludere l’acquisto è importante accertarsi che chi vende sia effettivamente l’intestatario del veicolo o sia legittimato a operare per suo conto. Una visura PRA consente, partendo dalla targa, di conoscere il proprietario o utilizzatore registrato.
“Gli annunci ospitati su una grande piattaforma sono sicuri”: falso.
La notorietà di una piattaforma non costituisce di per sé una garanzia sull’identità del singolo inserzionista o sulle condizioni del veicolo.
Anche di fronte a un annuncio apparentemente impeccabile, restano quindi valide le normali verifiche su auto, documenti e controparte . E richieste anomale, per esempio versamenti urgenti o pagamenti fuori dai canali concordati, devono sempre far drizzare le antenne.
“Un prezzo molto basso significa che è una truffa”: non necessariamente, ma è un segnale da approfondire.
Un prezzo particolarmente conveniente può essere dovuto a necessità di vendere rapidamente, a condizioni estetiche non ottimali o a un allestimento poco richiesto.
Ma se la differenza rispetto ad auto analoghe è molto rilevante, è doveroso approfondire. Il prezzo dovrebbe essere confrontato con vetture comparabili per modello, anno, chilometraggio, motorizzazione e condizioni.
Pagamento e passaggio di proprietà: l’ultimo controllo prima dell’acquisto
“Con il bonifico il pagamento è automaticamente sicuro”: falso.
Il bonifico è uno strumento di pagamento tracciabile, ma bisogna distinguere tra sicurezza dello strumento e sicurezza dell’intera compravendita.
Il problema principale è infatti la contemporaneità tra il passaggio del denaro e il trasferimento della proprietà del veicolo. Se l’acquirente paga prima, per un certo periodo potrebbe avere trasferito il denaro senza essere ancora proprietario dell’auto. Se invece il venditore effettua prima il passaggio, si trova nella situazione opposta.
È proprio questo intervallo temporale a rappresentare uno dei passaggi più delicati della compravendita tra privati. Soluzioni come Secarepay Wallet nascono per ridurre questo rischio: il denaro dell’acquirente viene custodito fino al completamento del passaggio e viene reso disponibile al venditore solo quando la proprietà del veicolo è stata trasferita.

Forse il luogo comune più importante da sfatare è proprio l’idea che esista un unico elemento capace di dirci se un acquisto è sicuro.
La vera regola è che non esiste una sola regola
Una compravendita più sicura nasce invece dall’insieme di più controlli: conoscere la storia dell’auto, verificarne condizioni e chilometraggio, accertare l’identità e il titolo del venditore, controllare la documentazione e coordinare pagamento e passaggio di proprietà.
Nell’usato, infatti, il miglior antidoto ai luoghi comuni resta sempre lo stesso: verificare prima di fidarsi.
